giovedì 24 aprile 2008

Saronio, la mia risposta al Signor Piloni del Comitato Ovest















Egregio signor Piloni,


nella sua qualità di sostenitore e fiancheggiatore di un partito, che per correttezza non pubblicizzo (ma se qualcuno vuole può leggere qui in quale lista Lei si è presentato alle Elezioni Comunali del 2007 e anche quante preferenze Lei ha preso), le ricordo che lei è ben noto alla cittadinanza di Melegnano per gli attacchi alle precedenti Amministrazioni di centro-sinistra e per il sostegno che lei ha offerto durante la scorsa campagna elettorale al centrodestra melegnanese.

Detto questo, a quanto pare lei, come vicepresidente del Comitato Ovest, ha qualche problema di comunicazione con i suoi vertici. Lo dico perché evidentemente lei non è stato informato dal presidente del Comitato Ovest, Massimo Gori, della lettera che lo stesso Gori mi ha scritto ieri, mercoledì 23 aprile. Visto che non comunicate tra voi, le risponderò con le stesse parole che ho già utilizzato nella lettera al signor Gori.

Premetto che l'ex Saronio con la sua tragica eredità di veleni è un dramma e un’emergenza che deve vedere tutti uniti, tutti, maggioranza e minoranza consigliare, Giunta e cittadini, associazioni ed enti pubblici. Altrimenti non se ne verrà fuori!

Ribadisco che io non intendo dividere nessuno su questioni fondamentali e comuni a tutti i cittadini come quelle dell'inquinamento, tant'è vero che i miei interventi sono firmati come Nicola Borzi e non come componente del direttivo del Partito Democratico melegnanese. Vede sgnor Piloni, io non ho problemi a nominare il mio partito, mentre lei qualche problema a parlare della sua militanza politica ce l’ha, eccome.


Quanto alla vicinanza tra chi guida il Comitato Ovest - non i cittadini componenti del Comitato - e la Giunta Bellomo, dimostrarla è un caso tipico di cosiddetta "probatio diabolica". In mancanza di fotografie, filmati o registrazioni che vi ritraggano a braccetto con l'Avvocato Bellomo, il vicesindaco Lupini o altre "eminenze" e "intelligenze" della Giunta e della maggioranza del Consiglio comunale, occorrono quindi prove indirette, direi indiziarie.

Andiamo a cercarle.

Per trovare una conferma indiretta basta guardare al sito Internet del Comitato Ovest. Grande lavoro di raccolta di ritagli stampa! Ma (che caso!) non ho trovato nemmeno una, dico una sola, presa di posizione del Comitato o di chi lo guida sul tema dell'inquinamento che proviene dall’ex Saronio.

Cito dal vostro sito, indicando le lettere che avete inviato al Comune dall'insediamento della Giunta Bellomo:

2008

16 febbraio 2008 - Problematiche legate al traffico in Via Togliatti
12 febbraio 2008 - Manutenzione, pulizia e sicurezza strade
8 febbraio 2008 - Piano di lottizzaione ex Saronio: posizione del Comitato Ovest (solo su questioni urbanistiche, Ndr)
4 febbraio 2008 Sintesi riunione 3° commissione per esame piano di lottizzazione Altea
2 febbraio 2008 - Stazionamento bus di linea in via Togliatti

2007

28 dicembre 2007 - PGT - Piano di Governo del Territorio
19 novembre 2007 - Sintesi Consiglio comunale aperto sull'inquinamento Saronio
16 ottobre 2007 - Piano di edificazione dell'area ex-Saronio
11 ottobre 2007 - Il Comitato Pertini e il Comitato Ovest chiedono un incontro in merito all'apertura di due nuovi locali pubblici in via della Repubblica

Un sacco di prese di posizione sulle nuove palazzine dell'Altea, il piano di lottizzazione, la viabilità, il problema del Luna Park; richieste di comunicazioni su tutto tranne che sull'inquinamento, nonostante l'inquinamento venga cercato addirittura nelle cantine nei garage nelle taverne e negli scantinati delle abitazioni della zona servita dal Comitato Ovest. Non avete chiesto nemmeno una volta di sapere qual era l'esito della campagna di rilevamento condotta con gli sniffer, non avete scritto una sola lettera sullo stato dell'acqua (perché, se non è visivamente gialla o rossa non è inquinata?)

Da settembre (cioé da sette mesi fa), ovvero da quando ho personalmente fatto venire alla luce prima il caso dell'inquinamento delle acque di falda – che altrimenti rischiava di restare confinato a una riunione serale tenuta tra le mura di Palazzo Broletto - e e poi ho puntato i riflettori sulla situazione di dilavamento dei veleni dell'ex Saronio sotto il quartiere Cipes e ora anche il centro cittadino, dal Comitato Ovest non ho sentito in proposito nessuna presa di posizione in proposito. Nessuna domanda, nessuna interrogazione.

Avete speso molto più tempo a predisporre - legittimamente, eh! - lettere al Comune sulla situazione viabilistica della zona ovest, sulla manutenzione e pulizia delle strade, sull'impatto delle nuove palazzine Altea, sulle rotatorie, che non a chiedervi cosa c'è sotto casa vostra. E sì che a gennaio avete visto posizionare nelle vostre case degli “sniffer” rimasti in loco tre giorni per rilevare la presenza eventuale di gas nocivi! Nemmeno una lettera che chiedesse trasparenza sui risultati di quelle rilevazioni - e sono passati tre mesi -.

Se non fosse stato per il dottor Bai che venerdì scorso ha rilasciato delle dichiarazioni alla stampa non sapremmo nulla. L'Amministrazione tace. Voi assistete in silenzio. Possibile che dei risultati dell'analisi condotta nelle vostre stesse case non vi importi?

Questi sono i motivi per cui ritengo confermata la "probatio diabolica" di cui parlavo all'inizio.

Spero che come vertici del Comitato Ovest mi meraviglierete e che da oggi in poi darete inizio a una forte e positiva opera di pressione per aumentare la sinora inesistente trasparenza dell'Amministrazione Comunale sull'inquinamento che rischiate di trovarvi in casa!

Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com

Saronio, la replica del vicepresidente del Comitato Ovest














dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di giovedì 24 aprile 2008

Melegnano, infamanti le accuse al Comitato

Egregio Signor Nicola Borzi,

sono il Signor Claudio Piloni, vorrei rispondere nel ruolo di vicepresidente del comitato Ovest di Melegnano alle sue affermazioni pubblicate sul “Cittadino” del 22 aprile.

Vorrei quindi informarla che le accuse mosse al comitato Ovest sono gravi ed infamanti. Il comitato Ovest è un organismo apolitico nato per sostenere il cittadino, il benessere della nostra città e il nostro quartiere. Il comitato Ovest, per informarla, non è parte della nuova amministrazione,ma è parte dei cittadini. Anzi, è la voce stessa dei cittadini.

Il nostro direttivo ha lavorato molto sulle problematiche dell’ex chimica Saronio, e non è affatto vero che i cittadini non sono stati informati. In via Origoni c’è una bacheca dove sono affissi e pubblicati i verbali ed il lavoro portato avanti dal comitato. In più, in nostro possesso c’è una documentazione che qualsiasi cittadino può visionare partecipando agli incontri del comitato
stesso. Anzi, il nostro appello ai cittadini è di vivere di più il nostro comitato e il nostro quartiere.

Pertanto, Egregio Signor Borzi, le chiedo vivamente di evitare nel ruolo di componente del suo partito, che per correttezza non pubblicizzo, di accusare il comitato Ovest come strumentalizzazione dei suoi scopi politici contro la nuova amministrazione. E, se le è utile per sua informazione, anche contro le amministrazioni che in futuro governeranno la nostra città.

Distinti saluti.

Claudio Piloni
Vicepresidente comitato Ovest Melegnano

Caso Saronio, Melegnano e Cerro contro Edison















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di giovedì 24 aprile 2008

Approvato lo schema di convenzione: l’attuale proprietà dovrà intervenire a sue spese per mettere in sicurezza i terreni

Ex Saronio, a muso duro contro Edison

Melegnano e Cerro chiederanno alla società di bonificare l’area

Caso ex Saronio, ora Melegnano e Cerro al Lambro battono cassa. Martedì sera a palazzo Broletto il consiglio comunale straordinario ha approvato all’unanimità lo schema di convenzione tra i due comuni per una gestione associata dell’emergenza.

Sino alla metà degli anni sessanta, infatti, nel territorio compreso tra Melegnano e Cerro era attiva la chimica Saronio, industria che impiegava ammine aromatiche e solventi senza alcuna misura di prevenzione. Di qui l’inquinamento che tuttora sta interessando la zona posta nelle immediate vicinanze dell’ex chimica.

«Il documento in discussione - ha chiarito martedì il sindaco Vito Bellomo - prevede la gestione associata per la realizzazione degli interventi urgenti di messa in sicurezza e bonifica dell’area ex Saronio ubicata nei due Comuni. Mi riferisco in particolare alla barriera idraulica, che avrebbe il compito di porre un argine all’inquinamento delle falde, e al completamento del piano di caratterizzazione».

Il sindaco ha quindi illustrato gli sviluppi giuridici della vicenda: «Abbiamo aperto un contenzioso con Edison, società per azioni erede a titolo universale dell’ex chimica Saronio e in quanto tale obbligata alla messa in sicurezza. Qualora però Edison non accetti di porre in atto il piano di bonifica, proprio in virtù di tale convenzione, chiederemo l’intervento della regione Lombardia e del ministero dell’Ambiente, salvo poi rivalerci nei confronti della società per azioni».

La convenzione ha ottenuto il via libera unanime dell’assemblea, ma non sono comunque mancati i momenti di scontro: «Perché nei giorni scorsi il responsabile della medicina del lavoro dell’Asl Edoardo Bai ha diffuso dati allarmanti - ha attaccato Alessandro Massasogni, vicecapogruppo del Partito democratico -. Non sarebbe allora il caso di sospendere il piano di lottizzazione previsto nell’ex area luna park, in attesa che la questione sia definitivamente chiarita?».

Una volta conclusa la bonifica della zona, nella periferia ovest cittadina è in programma la realizzazione di un complesso residenziale composto da 115 appartamenti distribuiti su un paio di palazzine.

Puntuale è giunta la replica di Bellomo: «I dati resi noti da Bai sono parziali e rischiano solo di creare inutili allarmismi. Sull’ex area luna park, poi, ho interessato della questione l’Asl e l’Arpa, che hanno disposto tutta una serie di prescrizioni, prontamente recepite dall’operatore privato proprietario della zona».

Pierantonio Rossetti, consigliere di Insieme per Melegnano, ha invece elogiato «la politica pragmatica del sindaco Bellomo, che ha condotto a risultati positivi».

Maurizio Margutti e Tommaso Rossi, capigruppo rispettivamente di Melegnano città aperta e di Rifondazione comunista, hanno infine esortato «l’amministrazione a un’informazione più costante, non solo nella commissione consiliare competente, ma anche con la presenza di due consiglieri nel tavolo regionale preposto».

Stefano Cornalba

lunedì 21 aprile 2008

Saronio, basta con i silenzi di Bellomo: intervenire subito a difesa della salute dei Melegnanesi















Lettera aperta alla stampa sulla vicenda Saronio

È solo grazie alle dichiarazioni alla stampa di Edoardo Bai, responsabile della medicina del lavoro dell’Asl, che il 18 aprile i cittadini di Melegnano hanno saputo che in piazza XXV Aprile è stata trovata traccia di diclorobenzene, solvente derivato dal benzene. Secondo Bai, «la sostanza si trova sopra la falda acquifera sino ad una profondità di un metro, per cui il rischio che possa risalire in superficie è reale».

Non c’è niente da fare: ancora una volta, a dispetto delle dichiarazioni e del programma elettorale (“Faremo del Comune una casa di vetro”), sulla vicenda Saronio la trasparenza non è nelle corde né del sindaco di Melegnano, Vito Bellomo, né della sua amministrazione.
Altro che trasparenza, altro che informazione alla cittadinanza: da Palazzo Broletto non esce nemmeno una parola. I Melegnanesi devono leggere i giornali per sapere che il seminterrato, la taverna, la cantina di casa loro potrebbero essere contaminati da gas pericolosi. Il Comune, invece di informarli sui rischi per la salute pubblica, tace!

Sappiamo tutti che l’emergenza Saronio è una eredità che Bellomo ha ricevuto con la carica di primo cittadino, insieme agli onori del ruolo: ma se non ha responsabilità pregresse – a parte la contraddizione politica di aver prima votato contro la “bonifica” e ora di difenderla a spada tratta -, il signor Sindaco porta invece evidenti responsabilità – non solo politiche – per le scelte con cui ha condotto sinora questa vicenda!

Il problema dell’inquinamento a Melegnano è infatti ben superiore a quanto finora immaginato. Quella della Saronio è una immane emergenza cittadina. Non lo dice il sottoscritto, che da settembre si sta battendo su questa vicenda: lo dimostrano le analisi di Bai. Ma ci sono alcuni passaggi chiave di questa vicenda che non sono ancora venuti alla luce e di cui dirò ora.

1 – Per domani sera, martedì 22 aprile, Bellomo ha convocato un consiglio comunale straordinario. Le ragioni di questa convocazione non stanno nella sfilza di risposte alle interrogazioni delle minoranze che si trovano ai primi punti dell’ordine del giorno. Per trovare le motivazioni, bisogna scorrere l’elenco della discussione fino alla fine, dove c’è la proposta di approvare una convenzione con il Comune di Cerro sulla vicenda della Saronio. Perché questa convenzione? Perché occorre regolare il procedimento giuridico tra i Comuni di Melegnano e di Cerro, la Regione e la Edison per procedere alla bonifica delle falde acquifere.

2 – Le motivazioni dell’urgenza della convenzione stanno nel fatto che dopo la sentenza del Tar dei mesi scorsi sulla questione Saronio, la Edison ha presentato un doppio ricorso al Consiglio di Stato, uno contro il Comune di Cerro e uno contro il Comune di Melegnano. Quello contro Cerro è arrivato a sentenza una ventina di giorni fa e rappresenta un passo indietro: in sostanza i giudici rimandano la decisione sull’attribuzione degli oneri della bonifica al Tar. Ora gli stessi magistrati dovranno decidere sull’analoga vertenza tra Edison e Comune di Melegnano. Tutte queste informazioni provengono dal Sindaco di Cerro, dottor Signorini, l’unico a dimostrare davvero di essere trasparente: con i fatti, e non a parole. Già, perché Bellomo, che come Signorini è in possesso di queste informazioni, tace!

3 – Il problema della Saronio, come dimostrano i dati resi noti da Bai, non è più – semmai lo fosse stato - confinato al territorio nella zona ovest di Melegnano. Il problema riguarda tutta Melegnano. I veleni stanno ormai transitando sotto il centro della città a profondità talmente irrisorie da creare un concreto pericolo di diffusione di gas tossici nell’aria, in particolare negli ambienti chiusi sotterranei (cantine, garage, taverne, rimesse). Quindi, come vado dicendo da tempo, la verità è che la bonifica dell’area ex Saronio è stata solo un intervento parziale e insufficiente a rimuovere le cause dell’inquinamento, che si trovano non solo in tutte le altre porzioni inquinate dell’ex area industriale, dove finora nessuno ha messo le mani, ma anche nelle falde. Se questa è la dimensione del problema, tutta la città è a rischio. La parte a sud del Lambro, quella sulla sponda destra, per l’inesorabile avanzata dei veleni nelle falde, quella sull’altra sponda, la sinistra, per la questione dell’acquedotto.

4 – Di fronte a questa emergenza, della quale egli stesso rileva l’urgenza tanto da convocare un consiglio comunale straordinario, il Sindaco Bellomo non può non provvedere immediatamente, in base ai suoi poteri di tutela della Salute pubblica, a emettere un’ordinanza che vieti immediatamente il consumo di verdure e frutta prodotte nei terreni e negli orti sulla sponda destra, cioè a sud, del Lambro. Non solo: Bellomo deve immediatamente vietare di utilizzare per il consumo umano, animale o per l’irrigazione l’acqua dei pozzi privati. Deve anche varare una campagna di monitoraggio a tappeto dei gas che provengono dalla falda in tutto il centro della città. Perché non ci sono alternative, delle due l’una: o la Saronio per Bellomo non è un’emergenza, e quindi non si capisce perché la convocazione di un consiglio comunale straordinario, oppure se lo è non è solo un’emergenza legale, e allora bisogna innanzitutto tutelare la salute pubblica!

5 – Come insegnano altre vicende di inquinamento, come il caso dell’ex Enichem di Mantova, la dispersione dei veleni nelle falde va monitorata anche FUORI dall’area industriale interessata. Segnalo un documento di LegAmbiente che si può trovare anche su Internet all’indirizzo (http://www.verdinrete.it/mantova/file/documenti/060527dossierdiossine.pdf). La legge (Dm 471/99, all’allegato 4) prevede che nel caso di aree inquinate «la scelta dell’area oggetto dell’investigazione deve comprendere il sito inquinato e una porzione di territorio esterna definita, sulla base del modello concettuale del sito, in funzione della mobilità degli inquinanti nelle matrici ambientali interessate». Da questo punto di vista, è necessario avviare una campagna di monitoraggio degli inquinati in tutta la città di Melegnano. Ancora una volta e lo stesso Bai nell’intervista rilasciata alla stampa afferma che «per prima cosa, occorre monitorare i risultati della campagna effettuata in una ventina tra garage, cantine, taverne, seminterrati, orti e fabbricati artigianali nella periferia ovest cittadina». A questo proposito, dove sono i dati della campagna di rilevazione dei gas condotti nell’area del Cipes? Chi ha raccolto questi dati? Che fine hanno fatto? Perché non sono stati resi noti? Perché il Comitato Ovest, che si è fatto partecipe con il Sindaco della scelta della localizzazione dei punti dove sistemare i sistemi di rilevamento – i cosiddetti “sniffer” – tace? Forse perché chi guida il Comitato Ovest è ormai così “vicino” all’amministrazione Bellomo per essere libero di parlare?

6 – Infine, come dimostra tutta questa vicenda, la cosiddetta “bonifica” della Saronio è una barzelletta buona solo per i gonzi. Aver rimosso il terreno inquinato per una minima porzione dell’enorme superficie dell’ex sito industriale non ha risolto i problemi di salute pubblica. Occorre cominciare a domandarsi come disinquinare tutta la città. A questo proposito, bisogna ripartire dall’esperienza di altre situazioni simili, ad esempio Mantova, per verificare su davvero una barriera di pozzi artesiani posta intorno a una porzione dell’ex area Saronio sia la soluzione adatta per risolvere il problema delle falde. Il veleno infatti è già passato oltre quell’area, come dimostrano i dati di Piazza 25 aprile. Chi ci dice che non si trovi anche in altre zone della città? Basterebbe qualche pozzo situato in zona Cipes a risolvere questo problema?

7 – Un dato comunque emerge con chiarezza: di fronte a questa immane emergenza occorre bloccare ogni ulteriore urbanizzazione dell’area ex Saronio, a partire dalle lottizzazioni già previste. La responsabilità del Sindaco e dell’amministrazione su questo passaggio è ineludibile. Non si può mettere ulteriormente a repentaglio la salute dei cittadini.

Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com

Saronio, l'Asl trova veleni sotto la piazza















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di venerdì 18 aprile 2008

I risultati dei campionamenti effettuati non lasciano dubbi e sotto accusa ritorna l’ex industria Saronio

L’Asl trova veleni sotto la piazza

Tracce di un derivato del benzene nel centro abitato

«Nel sottosuolo di piazza XXV Aprile abbiamo rilevato la presenza di sostanze inquinanti». A lanciare l’allarme è stato Edoardo Bai, responsabile della medicina del lavoro dell’Asl, e a Melegnano torna l’incubo dell’ex industria chimica Saronio. «In questi giorni - ha spiegato Bai -, abbiamo ricevuto i risultati dei tre campionamenti effettuati in altrettanti punti di Melegnano per verificare l’eventuale presenza di gas inquinanti».

Le zone interessate dall’indagine dell’Asl sono state via Santi nell’area industriale cittadina, la cascina Medica e piazza XXV Aprile nei pressi della stazione ferroviaria locale. Tutte zone nelle cui vicinanze sino a metà degli anni Sessanta era attiva la chimica Saronio, industria che impiegava ammine aromatiche e solventi senza alcuna misura di prevenzione o protezione nei confronti dello sviluppo di vapori e polveri.

«In altre parole, quindi - ha esemplificato il responsabile della medicina del lavoro dell’Asl -, il nostro laboratorio ha prelevato l’aria contenuta nella terra per rilevare la possibile presenza di benzene e di suoi derivati».

Ebbene, i dati resi noti in questi giorni non sono per nulla confortanti, come ha confermato Bai: «Perché in piazza XXV Aprile abbiamo trovato traccia del diclorobenzene, solvente derivato dal benzene, che non a caso era utilizzato nell’ex industria chimica Saronio - ha rivelato Bai -. La sostanza si trova sopra la falda acquifera sino ad una profondità di un metro, per cui il rischio che possa risalire in superficie è reale».

Gli altri due campionamenti, invece, non hanno dato adito ad alcun tipo di allarme. «Ma in fondo c’era da aspettarselo - ha chiarito il responsabile dell’Asl -. La zona della cascina Medica non era contaminata, e dunque è stata semplicemente presa come area di riferimento. Quanto a via Santi, siamo in presenza di terreni composti da argilla non porosa, per cui le rilevazioni non sono affatto semplici».

Resta comunque l’allarmante dato di piazza XXV Aprile, che peraltro si trova nel centro di Melegnano, ma Bai si muove con i piedi di piombo. «Per prima cosa - sono state le sue parole -, occorre monitorare i risultati della campagna effettuata in una ventina tra garage, cantine, taverne, seminterrati, orti e fabbricati artigianali nella periferia ovest cittadina».

Stefano Cornalba

lunedì 14 gennaio 2008

Saronio, via all'inchiesta sui casi di tumore a Melegnano















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di sabato 12 gennaio 2008

I tecnici dovranno appurare le cause dell’impennata di tumori alla vescica che interessa la città

Via all’inchiesta sull’ex Saronio

La regione ha istituito una speciale commissione

«La regione ha istituito una commissione tecnica d’indagine per scoprire le cause dei tumori alla vescica a Melegnano». Ad annunciarlo è il sindaco Vito Bellomo, che prende posizione su un argomento di stretta attualità.

Perché i dati consegnati al Pirellone a fine 2007 da Edoardo Bai, responsabile della medicina del lavoro dell’Azienda sanitaria locale, non sono per nulla confortanti: «Dal 2000 al 2006 - ha rivelato infatti Bai -, a Melegnano i casi di tumore alla vescica sono esattamente due volte e mezzo per gli uomini e una volta e mezzo per le donne superiori alla media regionale». Come dire che per un caso di tumore a livello regionale, a Melegnano ve ne sarebbero stati due e mezzo per gli uomini e uno e mezzo per le donne. «Il doppio, insomma - ha esemplificato Bai -, facendo la media tra i due sessi».

Sta di fatto che la regione è corsa immediatamente ai ripari, come conferma lo stesso Bellomo: «Il Pirellone ha predisposto una commissione ad hoc per fare piena luce sulla vicenda, che sarà presieduta da Luigi Macchi, responsabile regionale per le emergenze sanitarie, e sarà composta dai tecnici della regione, dell’Asl, dell’Arpa e dell’università di Milano. L’organismo, cui sin d’ora assicuriamo la massima collaborazione, avrà il compito di tracciare un identikit preciso ed approfondito delle vittime dei tumori a Melegnano. In particolare, l’indagine dovrà appurare la natura e le cause dei tumori, ma anche da quanti anni i malati vivono in città e distinguerli a seconda delle varie aree di residenza».

Sul banco degli imputati ancora una volta le famigerate ammine aromatiche, che sino al 1966 l’industria chimica Saronio utilizzava nello stabilimento di Melegnano senza alcuna prevenzione nei confronti dello sviluppo di vapori e polveri. È pur vero, però, che la Saronio ha chiuso i battenti più di 40 anni orsono.

Pertanto, Bellomo invita a muoversi con i piedi di piombo: «Lasciamo lavorare la commissione tecnica prima di giungere a conclusioni affrettate - fa sapere il sindaco -. Solo al termine dell’indagine sarà possibile formulare una qualche ipotesi, anche perchè possono essere molteplici i fattori scatenanti i tumori. Nel frattempo, dopo le ultime verifiche di Asl e Arpa, entro fine mese prenderà avvio una campagna di monitoraggio nell’area ex Saronio, che verificherà la possibile evaporazione di benzene in una ventina tra garage e seminterrati, orti e fabbricati artigianali. Anche in questo caso garantiamo agli enti competenti la massima disponibilità, come del resto già avvenuto. D’altra parte, il primo compito di un’amministrazione è la tutela della salute dei propri cittadini».

Bellomo, infine, si mostra cauto sul complesso residenziale che, dopo l’avvenuta bonifica, dovrebbe sorgere nel cuore dell’area ex Saronio: «Siamo nella fase istruttoria, ma non abbiamo ancora deciso nulla».

Stefano Cornalba

Saronio: tumori alla vescica, una piaga che non abbandona i cittadini di Melegnano















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di venerdì 11 gennaio 2008

A 40 anni dalla chiusura della Saronio i casi restano superiori alla media lombarda

Melegnano: tumori alla vescica, una piaga che non abbandona i cittadini

«Dal 2000 al 2006 a Melegnano i casi di tumore alla vescica sono stati il doppio rispetto alla media regionale». A lanciare l’allarme è Edoardo Bai, responsabile della medicina del lavoro dell’Azienda sanitaria locale. Del resto, in un recente consiglio comunale aperto avente ad oggetto l’area ex Saronio, Bai lo aveva preannunciato: «Vogliamo verificare la morbosità derivante dal tumore alla vescica negli ultimi anni a Melegnano». L’obiettivo era quello di appurare i possibili effetti dannosi che, seppur a distanza di 40 anni, l’ex industria chimica Saronio potrebbe continuare a causare.

D’altra parte, i dati diffusi nel lontano 1977 erano allarmanti: 38 casi di morte per tumori alla vescica tra gli ex dipendenti della fabbrica, pari a diverse volte la mortalità media nazionale per tale malattia. All’origine dei tumori le famigerate ammine aromatiche, sostanze fondamentali nel processo produttivo dei coloranti per tessuti, a quanto pare impiegate nello stabilimento senza alcuna misura di prevenzione o protezione nei confronti dello sviluppo di vapori e polveri. Una situazione drammatica, insomma, anche perché l’inchiesta era stata condotta quando la chimica aveva già chiuso i battenti da una decina d’anni.

Ebbene, i dati consegnati in regione da Bai a dicembre 2007 non sembrano per nulla confortanti: «Dal 2000 al 2006 - rivela infatti il responsabile dell’Asl - a Melegnano i casi di tumore alla vescica sono esattamente due volte e mezzo per gli uomini e una volta e mezza per le donne superiori alla media regionale». Come dire che per un caso di tumore a livello regionale, a Melegnano ce ne sarebbero stati due e mezzo per gli uomini e uno e mezzo per le donne. «Il doppio, insomma - riprende Edoardo Bai -, facendo la media tra i due sessi. Mentre per il 2007 ovviamente i dati non sono ancora disponibili. A questo punto, si tratta di compiere un’indagine accurata per accertare l’esatta tipologia delle vittime. Per prima cosa, vogliamo capire se i malati lavoravano o comunque hanno avuto qualche contatto diretto con la Saronio».

In realtà, però, l’industria chimica Saronio ha chiuso i battenti nel 1966, dopo che la prefettura e le associazioni di tutela ambientale avevano iniziato a mobilitarsi contro gli stabilimenti di Melegnano, sospettati di espansioni non sempre autorizzate e di scarico di sostanze inquinanti nel Lambro. «Per questo motivo, i dati potrebbero essere ancor più preoccupanti - mette in guardia Bai -. Perché la Saronio ha chiuso ormai 40 anni orsono, eppure i casi di tumore sono ancora tanti. In altre parole, quindi, a Melegnano le ammine aromatiche potrebbero essere tuttora una rilevante fonte d’inquinamento».

Ma l’indagine punterà anche su altri punti, come confida Bai: «Dovremo distinguere i malati a seconda delle varie aree di residenza». Nel frattempo, a breve prenderà avvio una campagna di monitoraggio ad hoc nell’area ex Saronio, che verificherà la possibile evaporazione di benzene in garage, cantine, taverne, seminterrati, orti e fabbricati artigianali.

Stefano Cornalba

lunedì 7 gennaio 2008

Melegnano, solidarietà a Maurizio Margutti per gli insulti triviali di Paolo Fugazza


















Lettera aperta al quotidiano "Il Cittadino" di Lodi

Voglio esprimere la mia più viva solidarietà personale e politica a Maurizio Margutti, ex vicesindaco e più volte assessore di Melegnano, attualmente capogruppo della rappresentanza consiliare della lista “Melegnano città aperta”, per gli insulti triviali che il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Broletto, Paolo Fugazza, gli ha rivolto dalle colonne del “Cittadino” con la lettera “Melegnano, i deliranti monologhi di Margutti” pubblicata dal quotidiano il 7 gennaio.

Ho pubblicamente espresso più volte aspre critiche alla linea politica di Maurizio Margutti. Dalla posizione politica di Maurizio Margutti mi separano molte cose, di forma e di sostanza, che non è il caso, per motivi di spazio, di tornare a enumerare qui.

A Maurizio Margutti voglio però esprimere la mia vicinanza per l’attacco sguaiato e inverecondo che Paolo Fugazza gli ha portato dalle colonne di questo giornale. Gli insulti che sono stati rivolti a Margutti (“monologhi a volte deliranti”) denotano penosamente, ancora una volta, lo scadimento del livello della rappresentanza nelle istituzioni melegnanesi e connotano negativamente il tasso di cultura e di democrazia di coloro che li hanno espressi.

Il signor Fugazza, come buona parte della maggioranza consiliare che sostiene l’attuale Giunta del sindaco Vito Bellomo, si permette di parlare di deliri? Il signor Fugazza afferma che la “la vecchia linea politica a cui mi riferisco è fatta solo ed esclusivamente di parole, fantasie e poi ancora parole”?

Il signor Fugazza, come altri della sua coalizione, dovrebbe riflettere a fondo e più volte prima di mettere per iscritto le sue sconcertanti e sconclusionate riflessioni – per tacere del fatto che dovrebbe anche ripassate la sintassi e la punteggiatura necessarie a esprimersi in un Italiano comprensibile… ma tant’è, Fugazza è “padano” e si esprime con lo stesso stile a metà tra il vernacolo e la consumata arte retorica da bar che ha reso noto il suo leader di partito -.

Fugazza dovrebbe ricordare che il Consiglio comunale è per sua stessa natura il luogo atto a discutere delle questioni che attengono alla vita pubblica di Melegnano. Questioni la cui rilevanza non sta a lui decidere, per nostra e altrui fortuna.

Grazie al cielo non tutti a Melegnano sono “padani” come il signor Fugazza! Altrimenti ci troveremmo a discutere esiziali delibere per la vita cittadina! Come, immaginiamo, quelle sull’organizzazione della festa di Halloween, l’uso delle vocali toniche e delle consonanti geminate nei dialetti lombardi alpini, la possibilità di inserire le orecchie ed il musetto del maiale nella ricetta della Cassoeula da servire nelle mense scolastiche e altre facezie di questo livello.

Il signor Fugazza, come pure la maggioranza consiliare e la Giunta che egli sostiene, sono da mesi impegnati a cercare di far tacere qualsiasi voce di dissenso, dentro e fuori il Consiglio comunale, come io stesso a più riprese ho potuto personalmente verificare. Dissenso che si esprime non verso la loro azione, ma verso il loro tentativo pervicace di smontare pezzo a pezzo quanto di buono realizzato dall’azione amministrativa delle Giunte precedenti. Tentativo che si sta indirizzando nello stop alle operazioni di riqualificazione del Castello e nel blocco delle sale polifunzionali. Proprio gli oggetti delle discussioni consiliari per le quali Fugazza parla di “deliri”.

Caro Fugazza, sono ormai sette mesi che il centrodestra guida Melegnano e, a parte le vostre continue uscite polemiche o propagandistiche sulla stampa locale, ancora non avete realizzato NULLA, proprio NULLA del vostro programma elettorale. Nel frattempo la situazione della città sta peggiorando: le buche nell’asfalto sono riapparse (vi eravate fatto un vanto di averle colmate… con i finanziamenti della passata amministrazione!), rapine scippi furti e truffe agli anziani sono ogni giorno alla ribalta della cronaca, i tanto sbandierati progetti di trasparenza amministrativa per rendere il Comune “una casa di vetro” sono fermi al palo (dove sono i giornalini, le newsletter, le attività con le associazioni e le consulte promesse in campagna elettorale?), gli interventi di viabilità interna ed esterna che avevate promesso sono rimasti sulla carta. Sul Castello parlavate di valorizzazione e incentivazione del Museo: cosa avete fatto? Che fine ha fatto l’istituzione dell’OSSERVATORIO PERMANENTE (le maiuscole sono del vostro programma) sui giovani? La creazione della Consulta Giovani? La costruzione della nuova palestra? Le agevolazioni per i giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro? Degli interventi a favore degli anziani, di tutte le vostre belle parole, cosa è stato concretizzato? Avevate scritto nel programma che avreste frenato la speculazione edilizia: la vostra prima mossa è stata quella, con un ribaltamento di posizione a 180 gradi, di dare il via libera all’edificazione di due palazzine per oltre 400 abitanti su una discarica chimica!

Caro Fugazza, dopo oltre 200 giorni di amministrazione, IL VOSTRO BILANCIO È UGUALE A ZERO.

È inutile cercare di dare la colpa a chi vi ha preceduto: avete la maggioranza, Fugazza, usatela! Potete governare, fatelo! Sempre che ne siate capaci. Perché questo è il punto, signor Fugazza: si può criticare – e io l’ho fatto – Maurizio Margutti e la sua parte politica per quanto hanno fatto, ma di certo non è titolato a farlo chi, come voi, può governare e invece non ha ancora realizzato NULLA.

Quanto a noi, signor Margutti, il mio unico dispiacere è che le divisioni del centro-sinistra abbiano consentito a personaggi del livello di Fugazza di sgovernare la nostra città.

Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com

Melegnano, Caso ex Saronio, i Verdi alla carica: «Grazie a noi se ne discuterà»
















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di sabato 5 gennaio 2008

Caso ex Saronio, i Verdi alla carica:
«Grazie a noi se ne discuterà»

I Verdi tornano all’attacco sul caso dell’ex area Saronio. «Dopo i clamori dell’estate, dopo il consiglio comunale aperto del 19 novembre scorso, dopo il lungo silenzio del sindaco Vito Bellomo - si legge in una nota diffusa in questi giorni dal “Sole che ride” -, finalmente si torna a parlare del caso rappresentato dall’ex fabbrica chimica Saronio. E il merito è dei Verdi, che prima di Natale hanno ufficialmente chiesto la convocazione urgente della commissione “Ambiente e territorio”, fissata proprio in questi giorni per venerdì prossimo».

Dopodiché, i Verdi ripercorrono le fasi che hanno preceduto la convocazione della commissione: «Come noto, infatti - prosegue la nota -, in accordo con Sinistra democratica, invece della commissione consiliare, avremmo preferito che fosse istituito un tavolo di consultazione, aperto alla partecipazione anche dei cittadini. Il sindaco e la maggioranza di centrodestra, tuttavia, hanno bocciato la nostra proposta».

Gli ambientalisti tracciano quindi le prossime strategie: «Esprimiamo soddisfazione per la convocazione della commissione, durante la quale chiederemo al sindaco Bellomo una relazione dettagliata e la verifica degli impegni assunti in consiglio comunale. Sempre in quell’occasione, poi - rivelano ancora gli ambientalisti -, proporremo la diffusione alle famiglie di Melegnano di un bollettino informativo. Perché informare i cittadini è un dovere del sindaco e di una buona amministrazione. Purtroppo, però, questo ancora non avviene».

Ma i Verdi lanciano anche altre iniziative: «Per gennaio e febbraio - ribadisce in conclusione il documento -, sempre in accordo con Sinistra democratica e il gruppo consiliare di “Melegnano città aperta”, stiamo organizzando due o tre appuntamenti pubblici per informare, raccontare e avanzare proposte concrete. In quella circostanza - incalza il “Sole che ride” -, lanceremo la proposta di creare un comitato cittadino per l’ambiente e la salute». I Verdi, insomma, hanno lanciato il guanto di sfida.

S. C.

PS: «Il merito è dei Verdi»? Mah. Di certo i Verdi un merito nella vicenda Saronio ce l'hanno, storico, bello grosso: quello di aver espresso il Sindaco - attuale Assessore provinciale, il dottor Pietro Mezzi - che con le delibere della sua Amministrazione nel 2001-2002 ha dato il via all'operazione che sta per portare all'urbanizzazione di una discarica chimica!

giovedì 3 gennaio 2008

Melegnano, popolazione in crescita - Boom di cittadini immigrati



















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di giovedì 3 gennaio 2008


I residenti hanno raggiunto quota 16.516, una nuova spinta arriverà dal quartiere nell’ex Broggi Izar

La città cresce, boom di stranieri

I non italiani sono aumentati in un anno di 400 unità



Melegnano gli abitanti tornano a crescere, ma è boom di stranieri. Secondo i dati resi noti in questi giorni, attualmente i residenti sono 16.516, distribuiti in 7.826 maschi e 8.690 femmine. Certo, per il 2007 le statistiche non sono ancora definitive, ma il trend sembra consolidato. Nel corso dell’anno appena trascorso, infatti, gli abitanti sono aumentati di circa 200 unità, se solo si considera che a fine 2006 si attestavano sui 16.313.

Una chiara inversione di rotta, insomma, anche perchè negli ultimi anni la flessione dei residenti pareva un dato ormai acquisito. Basti pensare che, dopo il picco di fine 2004 con 16.438 abitanti, nel 2005 i residenti erano scivolati a 16.389.

Durante il 2008, poi, la tendenza è destinata a rafforzarsi, dal momento che il quartiere ormai in dirittura d’arrivo nell’ex area Broggi Izar, porterà con sé un migliaio di abitanti. Del resto, si tratta di 5 palazzine di vaste dimensioni, ciascuna delle quali sarà composta da un centinaio di appartamenti. Facendo quattro conti, dunque, stimando 3 persone per ogni abitazione, si arriverebbe a superare i 1.200 residenti per il nuovo quartiere.

Tornando ai dati demografici, comunque, spicca la sempre più marcata presenza di stranieri, che ad oggi sono 1.481 contro i 1.061 del gennaio 2007. Un incremento di 400 unità per i cittadini non italiani, che oggi sfiorano il 9 per cento della popolazione complessivamente residente in città. Forbice sempre più larga anche tra maschi e femmine stranieri, oggi rispettivamente 779 e 702 contro i 543 e i 519 dell’anno scorso.

A farla da padrone sono i 411 rumeni, distribuiti in 232 maschi e 179 femmine. Un vero e proprio boom, se solo si pensa che un anno fa erano 143. Seguono gli albanesi con 224 presenze, anch’essi in costante crescita rispetto all’inizio del 2007 quando erano 186, gli egiziani con 170, i marocchini con 91, i bulgari con 68, gli ecuadoregni con 67, gli ucraini con 58, i tunisini con 57, i peruviani con 50.

Austriaci, belgi, olandesi, portoghesi e svedesi sono presenti a Melegnano con un unico rappresentante, che salgono a 3 per la Gran Bretagna, a 6 per la Francia, a 8 per la Germania e addirittura a 22 per la Cina. Cuba può contare invece sulla presenza di 5 donne, che diventano 6 quando si parla di Brasile.

Crescono infine le nazioni rappresentate in città che, se all’inizio del 2007 erano 61, oggi sono arrivate a 64. Così, accanto a un maltese e a 5 ivoriani, abbiamo 6 togolesi e salvadoregni, ma anche ben 10 iraniani.

Mentre a Melegnano non figura neppure un cittadino statunitense. A più riprese, intanto, il gruppo consiliare di “Melegnano città aperta” ha chiesto l’istituzione di una consulta dedicata proprio agli stranieri.

Stefano Cornalba

lunedì 31 dicembre 2007

Saronio: Bellomo, ma qual è l'interesse prevalente per Melegnano?















lettera aperta al Sindaco Vito Bellomo dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di lunedì 31 dicembre 2007

Area ex Saronio: signor Sindaco, ma qual è l'interesse prevalente per Melegnano?

Signor Direttore,

“Il Cittadino” di venerdì 28 dicembre riportava una strana risposta del sindaco di Melegnano, avvocato Bellomo, alle mie richieste di sospendere (non annullare) le concessioni comunali per l’edificazione di due maxipalazzine per oltre 400 residenti sull’area ex Saronio finché quella zona non sarà del tutto sicura dal punto di vista della salute e dell’ambiente.

Il Sindaco Bellomo ha affermato alcune cose che meritano una risposta immediata.

Prima affermazione di Bellomo: “Non possiamo bloccare nessuna lottizzazione ora - commenta - altrimenti i privati ci fanno causa”. Signor Sindaco, ci dica qual è l’interesse prevalente: il rischio di una causa o la salute dei Melegnanesi? Io credo che la salute dei cittadini prevalga su ogni altra considerazione. Lei, in base alla legge, come Sindaco è tenuto a difendere innanzitutto la salute dei Melegnanesi. Come avvocato, dovrebbe ricordare che la legge prevede che se lei non ottempera a questo dovere può essere chiamato a rispondere in sede penale per il reato di rifiuto di atti d’ufficio e omissione (articolo 328 del Codice penale): «Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni».

Seconda affermazione di Bellomo: “Regione, provincia, Arpa e Asl hanno avallato la bonifica. È tutto in regola… Ho un documento della Direzione centrale risorse ambientali, rifiuti e bonifiche della Provincia, organo preposto a certificare l’avvenuta bonifica che attesta la regolarità delle operazioni”. Sindaco Bellomo, è tutto in regola dal punto di vista formale (forse: dove sono i dati sul rispetto nell’area ex Saronio “bonificata” dei parametri previsti dalla legge per la bonifica dei siti inquinati?), ma da quello sostanziale l’area ex Saronio, come hanno ripetuto più volte i tecnici durante il Consiglio comunale aperto del 19 novembre – i cittadini presenti sono buoni testimoni -, è una vera bomba ecologica ancora da disinnescare. Lei intende consentire che si costruiscano delle case su un’area con livelli eccezionali di inquinamento sulla base di una approvazione formale?

Terza affermazione di Bellomo: “Se c’è qualcuno che ha fatto qualcosa quello sono io.”
Certo, signor Sindaco: lei oggi avalla e concretizza l'intervento urbanistico sull'ex Saronio che tra ottobre 2001 e febbraio 2002, il periodo in cui la seconda Giunta Mezzi approvò le delibere sull’urbanizzazione dell’area, proprio lei dall'opposizione contestava ferocemente. Non ricorda la seduta del Consiglio comunale del 26 febbraio 2002? Lei e altri consiglieri del centrodestra, per cercare di bloccare l’approvazione della delibera che dava l’edificabilità sull’area ex Saronio, arrivaste a bloccare la seduta! L’allora sindaco Mezzi sospese la seduta chiedendo ai vigili urbani di ristabilire l’ordine. Ora è tutto dimenticato, anzi ribaltato. Sindaco Bellomo, può spiegare qual è la motivazione di questo suo ribaltamento di posizione?

Quarta affermazione di Bellomo: “Ho già invitato Borzi, durante il consiglio comunale aperto a farci avere per iscritto i motivi giuridici per i quali devo bloccare la lottizzazione”.

Signor sindaco, i motivi giuridici sono contenuti nell’ordinanza del 18 ottobre del Tribunale amministrativo regionale di Milano (che può essere scaricata cliccando qui) che ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dall'Edison.

In quell’ordinanza i giudici fanno due affermazioni che non possono essere fatte passare sotto silenzio.

La prima affermazione è che il pericolo di inquinamento delle falde utilizzate dai Melegnanesi per l'acqua potabile esiste, è concreto e configura ormai una vera emergenza. Ecco le parole dei giudici amministrativi: "L'evidenziato aggravamento della situazione di inquinamento, rispetto alle rilevazioni effettuate negli anni precedenti, giustifica, nella contingibilità ed urgenza data dall'emergenza derivante dal rischio di un inquinamento delle falde idriche da sostanze inquinanti pericolose per la salute… l’accollo del relativo obbligo al soggetto ritenuto successore a titolo universale delle aree stesse" (cioè la Edison). E' la prima volta nella storia dell’ex Saronio che i magistrati, al di sopra delle parti politiche, attestano la gravità della situazione dell'inquinamento a Melegnano.

La seconda affermazione è che, sempre secondo l'ordinanza, "il soggetto ritenuto successore a titolo universale delle aree stesse" (cioé la Edison) "è nella piena disponibilità dei luoghi interessati dall'intervento ed in grado, quindi, di approntare i necessari rimedi tecnici atti alla messa in sicurezza delle falde idriche destinate al consumo umano". Questo passaggio è fondamentale: se si costruisce ancora sopra quelle aree, si tornerebbe nella situazione in cui si trova oggi l’area Cipes. Come si potrà allora intervenire per bonificarle e per impedire che l'emergenza dell'inquinamento dell'ex Saronio diventi ingestibile?

Un’ultima cosa, signor Sindaco. Il presidente del Consiglio comunale, il 15 ottobre scorso, ha già cercato di farmi tacere sull’ex Saronio esercitando pressioni per iscritto sulla capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, Elettra Sabella. Adesso non solo lei torna alla carica su questo fronte ma mette di mezzo anche il coordinatore Dario Ninfo. Ninfo, perché lei lo sappia, non ha un mandato politico ma meramente organizzativo, in attesa che il Partito democratico di Melegnano elegga il suo coordinatore con il voto di quanti hanno votato alle recenti primarie.

Ma il problema è un altro: queste vostre pressioni non mi faranno desistere dalla mia battaglia per la difesa della salute dei cittadini e il rispetto della legalità. Anzi, otterrete l’effetto opposto: più voi cercate di farmi stare zitto più io dirò forte e chiaro che un Sindaco ha un dovere solo: tutelare non gli interessi economici ma i cittadini che rappresenta.

Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com

venerdì 28 dicembre 2007

Saronio, no del Tar alla richiesta Edison
















dal quotidiano "Il Cittadino" di Lodi di venerdì 28 dicembre 2007


La società aveva sollecitato la sospensiva dell’ordinanza del sindaco di Cerro che imponeva al privato la bonifica dell’area

Saronio, no del Tar alla richiesta Edison

La proprietà ora dovrà depurare le acque inquinate a sue spese

Il Tar dà ragione ai comuni sull’ex Saronio. Il Tribunale amministrativo non ha concesso alla Edison, proprietaria dell’area della storica azienda, la sospensiva dell’ordinanza dell’8 ottobre del sindaco di Cerro. Il primo cittadino, infatti, aveva chiesto alla Edison di realizzare a sue spese la depurazione delle acque inquinate. La Edison era ricorsa al Tar il 14 novembre, chiedendo di sospendere l’ordinanza di Cerro e di bocciarla. Ma, con una ordinanza d’urgenza, il 18 dicembre, il Tar non ha concesso la sospensiva. A breve si andrà al giudizio di merito.

Il Tar parla di «aggravamento della situazione di inquinamento rispetto alle rilevazioni effettuate negli anni precedenti», e di «emergenza derivante dal rischio di inquinamento delle falde idriche da sostanze pericolose per la salute». Secondo il tribunale il soggetto ritenuto successore a titolo universale delle aree stesse (la Edison, ndr) è in grado di approntare i necessari rimedi tecnici atti alla messa in sicurezza delle falde idriche destinate al consumo umano».

Sulla vicenda interviene Nicola Borzi, esponente del Partito democratico che da mesi sta conducendo una battaglia sulla questione Saronio. Borzi attacca il sindaco di Melegnano Vito Bellomo, il quale però respinge le accuse dichiarandole false. «C’è una doppia contraddizione nell’atteggiamento del sindaco Bellomo, della sua giunta e della maggioranza che la sostiene - dice Borzi -.

La prima è l’incredibile voltafaccia del centrodestra: da sindaco, Bellomo avalla e concretizza l’intervento urbanistico sull’ex Saronio che tra ottobre 2001 e febbraio 2002, quand’era all’opposizione, contestava ferocemente.

La seconda contraddizione riguarda l’acqua potabile. Per due mesi il sindaco ha sminuito i rischi di inquinamento, continuando a insistere che l’acqua era potabile quando già le analisi dell’Asl avevano dimostrato la presenza di ammine nei pozzi. Ora Bellomo riconosce l’inquinamento e chiede con una ordinanza alla Edison di risanarlo a sue spese.

Il tutto dopo aver decantato sulla stampa la disponibilità di 20 milioni di euro della regione, che abbiamo scoperto essersi ridotti a 500mila euro. Nonostante tutto ciò, però, Bellomo manda avanti la costruzione di case per 450 persone che dovrebbero vivere su una vera discarica chimica.

Poiché il sindaco continua a tergiversare sui rischi dell’inquinamento, al più presto saranno i magistrati a fare luce su tutte le responsabilità di questa vicenda e a bloccare il cantiere finché non sarà dimostrata l’assoluta salubrità dell’area».

Bellomo non ci sta. «Non possiamo bloccare nessuna lottizzazione ora - commenta - altrimenti i privati ci fanno causa. C’è stato il piano di caratterizzazione, quello di bonifica, la bonifica e il collaudo. Ora abbiamo mandato all’Arpa il piano di lottizzazione per verificare se si può costruire. Aspettiamo una risposta. La procedura è arrivata nella fase conclusiva. Regione, provincia, Arpa e Asl hanno avallato la bonifica. È tutto in regola. Io sto a quello che dicono gli organi competenti.

Ho già invitato Borzi, durante il consiglio comunale aperto a farci avere per iscritto i motivi giuridici per i quali devo bloccare la lottizzazione. Ho un documento della direzione centrale risorse ambientali, rifiuti e bonifiche della provincia, organo preposto a certificare l’avvenuta bonifica che attesta la regolarità delle operazioni».

E poi, aggiunge, «la barriera idraulica verrà probabilmente realizzata lungo via per Carpiano e Repubblica, nel perimetro dell’area inquinata, non dove costruisce Altea. Non ho nemmeno detto che tutta l’acqua era buona. Ho detto solo che lo era quella dei pozzi in funzione, non di quelli chiusi. 500 mila euro è solo la prima tranche già accantonata per la barriera e per completare il piano di caratterizzazione. Quest’ultimo delimita l’area, classifica gli inquinanti e la loro tossicità e individua gli strumenti per risolvere il problema. Se non è chiuso questo non posso sapere quanti soldi servono.

È falso che Bellomo non fa nulla. Da quando sono arrivato ho avviato i campionamenti dell’aria e sono andato a casa dei cittadini mettendoci la faccia per chiedere il permesso di fare le analisi in casa. Se c’è qualcuno che ha fatto qualcosa quello sono io. Mi piacerebbe sapere, invece, sulla vicenda Altea, la posizione ufficiale del Pd a Melegnano, da parte del capogruppo Sabella e del coordinatore Ninfo».

Cristina Vercellone

SCARICA QUI l'ordinanza del Tar di Milano del 18 dicembre 2007 che ha negato all'Edison la sospensiva per l'ordinanza sull'obbligo di depurazione delle acque emessa dal Comune di Cerro al Lambro l'8 ottobre 2007 (file Acrobat Reader, .Pdf - 313 Kb)