venerdì 7 settembre 2007

Melegnano: sulla sicurezza troppa confusione dalla Giunta, solo silenzi dalla sinistra radicale















Lettera al direttore del quotidiano “Il Cittadino” di Lodi

Melegnano: sulla sicurezza troppa confusione dalla Giunta,
solo silenzi dalla sinistra radicale

Signor Direttore,

nell'intervista di Stefano Cornalba al sindaco di Melegnano sul "Cittadino" di venerdì 7 settembre, Vito Bellomo risponde così alla domanda su cosa pensi della proposta del vicesindaco Enrico Lupini (riportata dal "Cittadino" del 31 agosto) di estendere l’ordinanza fiorentina sui lavavetri all’accattonaggio e alla prostituzione: «Si tratta di un’ipotesi decisamente interessante di cui, proprio in questi giorni, stiamo verificando l’attuazione pratica».

Premetto che reputo importante che l'Amministrazione cittadina intervenga sui problemi della sicurezza. Garantire ai melegnanesi tranquillità e incolumità, propria e dei propri beni, quando essi si trovino nella propria casa come in qualunque spazio comune della città, è una priorità che deve trovare risposte adeguate nei programmi e negli interventi di ogni amministrazione. La sicurezza è patrimonio comune e chi amministra per il bene comune deve farsene carico: il tema, quindi, non può essere prerogativa di una parte politica piuttosto che dell'altra. La sicurezza, insomma, non è né di destra né di sinistra.

Nelle loro dichiarazioni, però, Bellomo e Lupini hanno fatto un solo fascio di questioni diverse: problemi sociali (accattonaggio), problemi di sicurezza stradale e di ordine penale (lavavetri), vere emergenze criminali (prostituzione).

Affrontiamo quindi questi tre temi uno per uno, senza confonderli inappropriatamente.

L'accattonaggio è, innanzitutto, una questione sociale. Finché il mendicante, italiano o straniero non fa differenza, si limita a chiedere l'elemosina non crea alcun problema o fastidio. Diverso è se alla risposta negativa, la richiesta del mendicante si trasforma in insulto, molestia o, peggio ancora, aggressione fisica: in questo caso però il Codice già prevede le conseguenze appropriate. Dunque si tratta solo di fare rispettare la legge. Questo compito spetta alle Forze dell'ordine e alla Polizia locale, che ne hanno gli strumenti. Tuttavia, Forze dell'ordine e Vigili devono agire con discernimento e rigore, ma senza eccessi né spettacolarizzazioni controproducenti. Per citare un solo esempio, a puro titolo di ipotesi, la Polizia locale rischierebbe di compromettere la propria credibilità e autorevolezza se commettesse errori quali, ad esempio, quello di trattenere persone per tutta la notte nei locali del proprio Comando.

La questione dei lavavetri attiene invece all'accattonaggio ma anche ai problemi della sicurezza stradale. Ci sono uomini, donne o peggio bambini che mettono a rischio la propria vita e la propria incolumità chiedendo l'elemosina in cambio del lavaggio del parabrezza ai semafori. Occorre impedire che possano fare del male a sé e rischiare di farne anche a pedoni o ciclisti di passaggio. In questo campo, però, si finisce spesso per riscontrare che i lavavetri violano la legge se obbligano altre persone, in particolare i minori, alla mendicità. Un atto, questo, che è reato e che si aggrava se l'imposizione è esercitata con la violenza o, peggio, con forme di riduzione in schiavitù.

La prostituzione, infine, non è reato: un cittadino, donna o uomo che sia, libero maggiorenne e in possesso delle sue capacità può decidere di vendere il proprio corpo. E' reato invece sfruttare la prostituzione e ancora più odioso è obbligare qualcuno a prostituirsi, minacciarlo, ridurlo a uno schiavo, ferirlo o come spesso purtroppo succede ucciderlo se cerca di sfuggire al racket. Qui devono intervenire le Forze dell'ordine e tutti noi speriamo che lo facciano in modo sempre più duro contro gli sfruttatori che mettono in schiavitù sulle nostre strade ragazze nemmeno maggiorenni. Ma al contrasto della legge occorre affiancare un'opera ancora più importante: gli adulti devono educare i ragazzi al rispetto della donna e devono smettere di pagare per il sesso. Solo così si asciuga davvero l'acqua sporca nella quale continua a sguazzare questa immonda tratta di esseri umani.

Queste sono le parole che il sindaco Bellomo e il vicesindaco Lupini avrebbero dovuto rivolgere al suo giornale, signor Direttore.
Queste ma non solo queste: anche altre parole, ad esempio sulla necessità di contrastare un'altra emergenza, ben più grave che non quella dei mendicanti e dei lavavetri su cui si sono dilungati anche troppo. Parlo dell'emergenza della droga, del fiume di cocaina che da qualche anno ma sempre più ogni giorno che passa, come hanno dimostrato le indagini dell'Asl Milano 2 riportate anche dal suo giornale, è ormai nelle mani di troppi ragazzi e ragazze di Melegnano, sempre più giovani, sempre più esposti a richiami devastanti.

Su questo, a tutt'oggi, nonostante le denunce e gli appelli rivolti anche dal suo giornale, signor Direttore, né Bellomo né Lupini hanno detto una sola parola. Le due massime cariche cittadine di Melegnano dimostrano dunque inequivocabilmente, con le loro parole roboanti ma incapaci di centrare i veri problemi che affliggono la città, lo scarso spessore della loro proposta amministrativa.

Solo parole, invece, sono uscite questa estate dalle bocche degli amministratori, Bellomo e Lupini in testa, sul problema delle truffe agli anziani, un crimine odioso che andrebbe preso di mira e stroncato con la massima severità. Un crimine che a Melegnano rischia di diventare un'emergenza, vista l'età media dei cittadini melegnanesi che è la più alta di tutta tra quelle di tutti i Comuni della zona. Poche parole in un volantino distribuito alla bell'e meglio, arrivato a estate già inoltrata, in qualche palazzo.

Ma Bellomo e Lupini, purtroppo, non sono i soli a fare discorsi sbagliati su questi problemi. Sbagliano, forse in modo anche peggiore, anche tutti gli esponenti della sinistra "radicale", per i quali le politiche sulla sicurezza sono solo "securitarie", cioé inutili, anzi dannose, controproducenti, dunque reazionarie per definizione.

Parlo di quegli esponenti delle diverse forze della sinistra radicale, Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani ma anche qualche componente della Sinistra democratica di Mussi e Angius, che quando erano nella passata Amministrazione comunale hanno sempre ostacolato i lavori di chi, come l'Ulivo, chiedeva più sicurezza, telecamere di controllo, più presenza della Polizia locale nelle strade, fuori dai pubblici esercizi e nei quartieri, maggior rigore nei confronti dei troppi racket che stringono la loro tenaglia sui cittadini. La sinistra "radicale", con la sua opposizione ideologica e distorta a ogni tentativo di azione concreta sul tema della sicurezza, dimostra una volta di più di essere ormai un elemento totalmente estraneo al progetto di una amministrazione al passo con i cittadini. La sinistra "radicale", ormai, di "radicale" ha solo un elemento: la sua cecità alle istanze concrete, quotidiane di quella società di cui pretende di interpretare e rappresentare i bisogni.

Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com


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