martedì 23 ottobre 2007

Area ex Saronio: «Falda inquinata, intervenga la magistratura»















dal quotidiano "Il Giorno", edizione di Lodi e Piacenza, del 23 ottobre 2007, pagine 2 e 3

LA DENUNCIA DI NICOLA BORZI

«Falda inquinata, intervenga la magistratura»

Il giornalista-politico sta creando un dossier per far luce sulla bonifica dell'ex area industriale

di ALESSANDRA ZANARDI

MELEGNANO - Area ex Saronio: la Provincia certifica l'avvenuta bonifica e accende la luce verde alla costruzione di un nuovo complesso residenziale dove un tempo sorgevano capannoni e reparti industriali. Tracce di sostanze chimiche, però, continuano a contaminare il terreno, come dimostra l'inquinamento della falda acquifera registrato nelle ultime settimane a Melegnano.

Secondo la Asl, poi, esiste il rischio di evaporazione delle scorie, che dai bacini sotterranei potrebbero diffondersi nell'aria. Allora, quali sono oggi i reali pericoli lasciati in eredità dalla ditta di coloranti dismessa dal 1966? Quali le garanzie per chi verrà ad abitare nel nuovo residence? E, ancora, come le istituzioni si stanno comportando di fronte a un incubo chimico che, dopo 40 anni, continua a fare paura?

Per qualcuno queste domande meritano una risposta, anche a costo di ricorrere alla Magistratura. Il melegnanese Nicola Borzi, giornalista e componente del comitato per il Partito democratico, annuncia la raccolta di un dossier con cui chiedere al Tribunale di fare luce sui passaggi che, dal 2001 ad oggi, hanno visto l'area della ex Saronio destinata a residenziale, quindi bonificata e, da ultimo, imputata numero uno dell'inquinamento di falda.

Perché chiamare in causa addirittura l'Autorità giudiziaria?

Perché ci sono parecchi aspetti da chiarire. Per prima cosa, bisogna avviare il controllo della regolarità, sotto il profilo penale, dell'azione urbanistica sull'area ex Saronio. Vanno poi vagliati i ritardi nella comunicazione dei risultati delle analisi sull'acqua effettuate dall'Asl Milano due tra il 24 e il 27 luglio. Infine, si deve valutare se procedere verso ignoti per aver posto a rischio la salute pubblica.

L'inquinamento della falda è una vera e propria emergenza sanitaria?

Non voglio creare allarmismo, ma esaminare il problema in tutta la sua gravità. La contaminazione della falda da ammine aromatiche ha portato alla chiusura di tre dei sei pozzi di Melegnano. Pochi giorni fa tracce d'inquinanti sono state trovate anche nel pozzo privato della fondazione Castellini (la casa di cura di via Cavour, ndr) e a San Giuliano, all'altezza di Pedriano. Il fenomeno si sta estendendo.

Quali sono, secondo lei, gli errori commessi dalle istituzioni?

Uno è macroscopico e consiste, come dicevo, nel ritardo con il quale sono stati comunicati i risultati dei monitoraggi eseguiti a luglio, trasmessi alla Mea (Melegnano energia e ambiente, ndr) solo il 21 settembre. Parliamo di due mesi nei quali il pozzo Monti 1, poi risultato inquinato, è rimasto allacciato alla rete. Significa che i cittadini hanno ricevuto, insieme all'acqua, ammine in tracce.

Un problema di mancata comunicazione, dunque.

Un problema che ancora persiste. Ad oggi non si conosce la quantità esatta di ammine rinvenute nell'acqua. In questo anche il Comune ha precise responsabilità: non è stato indetto nessun incontro pubblico per informare la popolazione.

Pericoli di oggi e di domani: i nuovi complessi residenziali rischiano di dover fare i conti, a loro volta, con il fantasma della Saronio?

Il rischio esiste. Nonostante l'approvazione della bonifica da parte degli enti verificatori, il 19 luglio la Asl Milano due ha segnalato non solo un persistente inquinamento della falda, ma addirittura la presenza d'inquinanti nell'aria, dovuta a evaporazione di benzene e idrocarburi dalla falda stessa. Così, i piani bassi degli edifici potrebbero risultare contaminati. Mi chiedo se questa segnalazione è stata tenuta nella debita considerazione, prima che la bonifica venisse approvata.

Forse l'annotazione è stata considerata di secondaria importanza. Dopo tutto, parliamo di un pericolo probabile.

Allora perché l'Asl ha chiesto l'intervento dell'Istituto superiore di sanità per valutare i rischi che insistono sulla zona? Sarebbe grave se l'approvazione della bonifica fosse scattata solo sulla base di controlli formali. Ricordo che proprio questa approvazione ha avuto l'effetto di far decollare la concessione edilizia.

Una concessione frutto della variate al Piano regolatore approvata nel 2001.

Anche su questo chiederò alla Magistratura d'indagare. Serve un controllo sull'azione amministrativa che ha innescato l'iter urbanistico.

Non teme, con questa indagine, d'inimicarsi diverse persone?

Non m'importa. I melegnanesi hanno diritto a conoscere la verità. Invito chiunque sia in possesso di documentazione a collaborare alla costruzione del dossier.

Scarica qui la prima pagina dell'intervista dal quotidiano "Il Giorno", edizione di Lodi e Pavia del 23 ottobre 2007 (file Acrobat Reader, .Pdf - 293 kb)

Scarica qui la seconda pagina dell'intervista dal quotidiano "Il Giorno", edizione di Lodi e Pavia del 23 ottobre 2007 (file Acrobat Reader, .Pdf - 272 kb)

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